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l'altro punto di vista

Il consumo di suolo è figlio soprattutto dell'arretratezza di chi governa

Dalla presentazione dell'Atlante del consumo di suolo per un progetto di città metropolitana..., ha preso il via sulla stampa un interessante dibattito, tutto all'interno del PD, sul consumo di suolo e una ancora più interessante gara allo scarica barile tra ex sindaci, urbanisti di fama e sindaci in carica.

I due sindaci di Casalecchio e San Lazzaro (nocassacolcemento.pdf) si difendono dalle accuse dell'ex sindaco Diego Novelli (130411-UNITA_DNovelli_legge_urbanistica_per_Sinistra.pdf), addossando la colpa del consumo del suolo ad altri (sottraendosi a riconoscere le proprie responsabilità oggettive). Ciò era abbastanza prevedibile. Come era abbastanza prevedibile sentirli invocare una legge nazionale che fermi il consumo delle aree agricole. Ciliegina finale è l'affermazione che gli oneri di urbanizzazione non vengono più utilizzati per coprire i buchi di cassa.

Sull'ultimo punto, bisogna dire che l'affermazione è in parte vera, ma solo perché la legge regionale consente ai sindaci di mercanteggiare con i costruttori e quindi le opere pubbliche vengono direttamente realizzate da questi ultimi. Sarebbe poi necessario capire cosa e quanto viene costruito, come nel caso di San Lazzaro dove, a fronte della realizzazione di circa 1200 alloggi su suolo agricolo, vengono gentilmente concesse tre sezioni di scuola media, per un totale di nove aule più accessori; ciò significa che in realtà verrà realizzato il "minimo sindacale" necessario a coprire le nuove necessità generate dall'incremento di popolazione derivante dalle nuove costruzioni.
Sulla necessità di una legge nazionale, pur ammettendo che sarebbe più che necessaria, è altrettanto vero che sindaci (come Domenico Finiguerra) che hanno fermato il consumo di suolo ce ne sono. Non lo ordina certamente il medico di continuare ad espandere l'urbanizzato...
È vero, le grosse espansioni si sono verificate negli anni '60-'70, ma erano altri tempi (boom economico, immigrazione, ecc.), mentre le espansioni degli ultimi 10 anni non sono state molto da meno benché le condizioni non fossero le stesse.
Chiudo con quella che io considero però la questione più importante, che non è stata toccata negli articoli di Diego Novelli e Campos Venuti (130409-UNITA_Campos_bacchetta_Comuni_Regione.pdf), ovvero l'arretratezza culturale di questa classe politica (e in parte anche imprenditoriale), che crede ancora ciecamente che l'edilizia possa essere "motore" della ripresa. È invece vero esattamente il contrario: la crisi (vedi Stati Uniti e Spagna, ora pare anche Paesi Bassi) è stata generata dall'edilizia "drogata", e continuando ad approvare piani "robusti e di contrasto alla crisi" (come ebbe a indicare il sindaco sanlazzarese Macciantelli al proprio assessore Schippa), non solo si consuma prezioso suolo agricolo, ma la crisi la si alimenta.

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